APE, in cosa consiste l'attestato di prestazione enrgetica

APE, in cosa consiste l'attestato di prestazione enrgetica

L’APE, ovvero l’attestato di prestazione energetica, viene redatto per fornire dati ed informazioni sulle prestazioni energetiche di un’unità abitativa come di tutto il condominio.

L’APE offre al cittadino, alle Amministrazioni e agli operatori informazioni semplici e chiare sull’efficienza dell’edificio e degli impianti, consentendone un confronto della qualità energetica di unità immobiliari differenti, orientando il mercato verso edifici con maggiore efficienza energetica, minori consumi e quindi minori emissioni.

Uno strumento utile e, soprattutto, di facile comprensione per la valutazione, in relazione alla prestazione energetica dell’immobile, della convenienza economica all’acquisto e alla locazione.

Insomma, torna utile anche nella fattispecie dell’acquisto di una casa. L’utente finale, infatti, potrà conoscere dati che influenzeranno le sue valutazioni sull’immobile.

Si configura altresì come un efficace strumento per la valutazione della convenienza nella realizzazione di interventi di riqualificazione energetica dell’immobile stesso. Può essere redatto per l’intero edificio o per la singola unità immobiliare a seconda delle specifiche esigenze.

Il D.L. 63/2013 introduce per la prima volta la definizione di “attestato di prestazione energetica dell’edificio” APE (prima chiamato “attestato di certificazione energetica” ACE) e di “attestato di qualificazione energetica” AQE.

Il 26 giugno 2015 sono stati pubblicati tre nuovi decreti attuativi della L. 90/2013, frutto della direttiva 2010/31/UE sulla prestazione energetica nell’edilizia:

  1. applicazione delle metodologie di calcolo delle prestazioni energetiche e definizione delle prescrizioni e dei requisiti minimi degli edifici;
  2. schemi e modalità di riferimento per la compilazione della relazione tecnica di progetto ai fini dell’applicazione delle prescrizioni e dei requisiti minimi di prestazione energetica negli edifici;
  3. linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici. Quest’ultimo decreto definisce le nuove linee guida nazionali per la redazione del NUOVO APE in vigore dal 1 ottobre 2015.

Vengono così introdotti: un nuovo modello, un nuovo schema di annuncio commerciale, metodologie di calcolo uniche ed un database (SIAPE) dei certificati energetici validi per tutto il territorio nazionale.

Rispetto alla vecchia classificazione, la nuova scala della prestazione energetica degli immobili è formata da 10 classi: A4, A3, A2, A1, B, C, D, E, F, G (dalla più efficiente alla meno efficiente).

La classe è determinata attraverso l’indice di prestazione energetica globale dell’edificio in termini di energia primaria non rinnovabile che deve tener conto non solo del fabbisogno di energia primaria non rinnovabile per la climatizzazione invernale e per la produzione di acqua calda sanitaria (era così prima del 1 ottobre 2015) ma anche di altri servizi energetici come la climatizzazione estiva, la ventilazione meccanica ed, in alcuni casi specifici, anche dell’illuminazione e del trasporto di persone o cose. Di tale indice viene modificata l’unità di misura che passa da kWh/mc anno a kWh/mq anno.

La principale novità consiste nel dare risalto alle prestazioni dei singoli servizi energetici e non soltanto alla prestazione globale dell’edificio; nel dare maggiore importanza all’involucro edilizio e quindi alla qualità e alle caratteristiche delle sue componenti (murature, infissi e solai che disperdono verso l’esterno).

Per concludere, gli interventi sugli impianti sono più agevoli ma anche meno efficienti rispetto agli interventi sull’involucro. Bisogna intervenire prima sulla “pelle” dell’edificio.

Rossana Saponaro, Ingegnere

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